Salire sull’Adamello dalla Val Miller: Scale del Miller, Rifugio Gnutti e via Terzulli (meglio in 2 giorni)

Tipo di articolo: esperienza diretta + informazioni verificate (Parco dell’Adamello, rifugi, CAI, cronache 2026) al 24 settembre 2026. Alcuni link ad Amazon sono di affiliazione: in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

Salire sull’Adamello, 3.539 metri, la montagna simbolo della Valle Camonica, passando per il più grande ghiacciaio interamente italiano. L’ho fatto dalla Val Miller: partenza dal Ponte del Guat, le Scale del Miller, il Rifugio Gnutti e poi la via Terzulli fino al Pian di Neve e alla vetta. Io l’ho fatto tutto in giornata, ma il mio consiglio è chiaro: fatelo in due giorni, dormendo al Rifugio Gnutti, e partite da lì all’alba.

In breve

  • Partenza: Ponte del Guat (1.528 m), fine della strada della Val Malga (Sonico, BS). Parcheggio gratuito.
  • Giorno 1: Ponte del Guat → Scale del Miller → Rifugio Gnutti (2.166 m), circa 2 ore e 650 m di dislivello.
  • Giorno 2: Gnutti → attacco della via Terzulli (circa 2.900 m) → Passo dell’Adamello → Pian di Neve → vetta: circa 4h30 e 1.400 m, poi la discesa.
  • In un giorno solo: oltre 2.000 m di dislivello e circa 11 ore complessive. Solo per chi è molto allenato.
  • Difficoltà: EEA/PD, tratti attrezzati con catene, arrampicata facile, attraversamento di ghiacciaio.
  • Novità 2026: la via Terzulli è stata chiusa per lavori e riaperta il 22 luglio 2026 con ancoraggi nuovi.

Le Scale del Miller

Dal Ponte del Guat si risale la Val Malga fino all’imbocco della Val Miller, dove c’è il primo momento spettacolare: le Scale del Miller, gradoni scavati nel granito che superano un salto di roccia di circa 200 metri. Sono ripide, in alcuni punti con catene, e sono state restaurate dal Parco nel 2010 dopo anni di degrado (Giornale di Brescia). In salita si fanno bene, in discesa, con le gambe stanche e i detriti, servono attenzione e bastoncini.

Il Rifugio Gnutti: il posto giusto per dormire

Il Rifugio Serafino Gnutti, del CAI Brescia, sta a 2.166 metri poco sopra il Lago Miller, in una conca di granito bellissima. Dal Ponte del Guat si arriva in circa due ore. Dormire qui trasforma la salita: la sera ti godi la valle, la mattina parti presto e affronti la parte alta con le gambe fresche, quando la neve è ancora dura e il meteo di solito è più stabile. Telefono 0364 1895751 o 339 7477766 (sito del rifugio). Prenotate e chiedete sempre le condizioni della via.

La via Terzulli fino al Pian di Neve

Dal rifugio si sale verso il Lago Miller, il Pantano e la morena fino all’attacco della via, intorno ai 2.900 metri. La via Terzulli (sentiero 623) è un itinerario alpinistico con catene che porta al Passo dell’Adamello: non è una ferrata “da agganciare e tirare”, le catene servono soprattutto come assicurazione. Il rifugio indica circa 2h30 fino all’attacco, un’ora di tratto attrezzato e un’altra ora dal passo alla vetta (Rifugio Gnutti).

Nel 2024 il CAI Brescia aveva deciso di non mantenerla più. Nel 2026 la via è stata chiusa dal 15 giugno per sostituire cavi, staffe e catene, grazie a un accordo decennale tra Comune di Sonico, Comunità Montana, CAI Cedegolo e gestore del rifugio, e riaperta il 22 luglio 2026 con ancoraggi inox e due varianti nuove, una delle quali arriva direttamente al ghiacciaio (Giornale di Brescia).

In cima alla via si apre il Pian di Neve, il grande plateau glaciale dell’Adamello. Da qui, sul ghiaccio e poi sulle rocce della cresta finale, si raggiunge la vetta.

Un ghiacciaio che se ne sta andando

L’Adamello è il ghiacciaio più grande interamente in territorio italiano, ma si ritira sempre più in fretta: secondo la Carovana dei Ghiacciai di Legambiente la fronte è arretrata di 265 metri nel solo triennio 2023–2025 (Legambiente, settembre 2026). Salirci oggi significa anche vedere con i propri occhi cosa sta succedendo. Anche per questo vale la pena farlo con calma, in due giorni, e non di corsa.

Attrezzatura e sicurezza

  • Obbligatorio per me: imbrago e kit da ferrata, casco, ramponi e piccozza, come consiglia anche il rifugio. Con la roccia bagnata o ghiacciata può servire una corda.
  • Caduta sassi sotto Cima Ugolini: non fermatevi e state attenti, i sassi sulla neve non fanno rumore (Per un pugno di passi).
  • La discesa della Terzulli è più delicata della salita.
  • Meteo: la via è esposta a cambi improvvisi. Partite solo con previsioni stabili.
  • Periodo: da luglio a settembre, quando la via è libera dalla neve. A inizio stagione il rifugio consiglia il canale nevoso dal passo, con pendenze di 40–45°.
  • Se non avete esperienza di ghiacciaio, andate con una guida alpina.

Imbraghi · Kit da ferrata · Ramponi semiautomatici · Piccozze · Caschi. Io salgo con le La Sportiva Aequilibrium ST GTX, compatibili con ramponi semiautomatici.

Da altri alpinisti

  • Escursionismo a 360°: salita in due giorni; con roccia bagnata una corda da 20 m può essere indispensabile.
  • Zaino sulle spalle: dividere in due giorni e lasciare al rifugio il materiale che non serve.
  • Alpinisti in vista: salita in giornata; sulla cresta finale seguite gli ometti di pietra.

La montagna non perdona improvvisazioni. Tempi e difficoltà sono indicativi e cambiano con neve, meteo e allenamento. Prima di partire chiedete ai rifugi le condizioni del percorso e, se non avete esperienza, affidatevi a una guida alpina.

Domande frequenti

Da dove si sale all’Adamello per la via Terzulli?

Dal Ponte del Guat in Val Malga (Sonico, 1.528 m), parcheggio gratuito. Si sale per le Scale del Miller al Rifugio Gnutti e da lì alla via Terzulli, al Passo dell’Adamello e al Pian di Neve fino in vetta.

Si può salire all’Adamello in un giorno?

Sì, ma servono oltre 2.000 m di dislivello e circa 11 ore complessive: solo per chi è molto allenato. Io consiglio due giorni con notte al Rifugio Gnutti.

La via Terzulli è aperta nel 2026?

Sì: è stata chiusa per lavori e riaperta il 22 luglio 2026 con ancoraggi nuovi. È un itinerario EEA/PD con tratti attrezzati e attraversamento di ghiacciaio.

Foto di copertina: Francesco Zanardini – Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0.