Sentiero n.1 dell’Adamello: le 10 tappe dell’Alta Via, rifugi, difficoltà e storia

Tipo di articolo: esperienza diretta + informazioni verificate (Parco dell’Adamello, rifugi, CAI, cronache 2026) al 24 settembre 2026. Alcuni link ad Amazon sono di affiliazione: in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

Il Sentiero n.1 dell’Adamello, l’Alta Via dell’Adamello, è il trekking che consiglio a chi vuole capire davvero questa montagna. L’ho percorso in tutte le sue tappe: dieci giorni tra laghi, passi sopra i 2.800 metri, rifugi storici e i segni della Guerra Bianca. Non è una passeggiata: è un percorso per escursionisti esperti, con tratti esposti e attrezzati. Ma è uno dei trekking più belli e meno affollati delle Alpi lombarde.

Il Sentiero 1 in breve

  • Da Breno a Edolo (Valle Camonica), entrambe con stazione ferroviaria. Oggi è segnato come sentiero 601.
  • Lunghezza: circa 85 km secondo il Parco, in 10 tappe.
  • Punto più alto: Passo di Premassone, 2.923 m.
  • Difficoltà: EE, con catene, corde fisse e scale nei tratti esposti.
  • Stagione: da fine giugno a metà settembre. A inizio stagione ci sono nevai sui passi alti.
  • Rifugi: quasi tutti aperti da giugno a settembre; ad agosto prenotate, e portate contanti.

Un po’ di storia

Il Sentiero n.1 fu progettato tra il 1969 e il 1971 da una commissione di associazioni alpinistiche bresciane: l’ideatore fu Renato Floreancigh, con Franco Ragni, e dal 1988 il CAI Brescia lo dedica a lui (Giornale di Brescia). Attraversa il Parco dell’Adamello, istituito nel 1983 e oggi area centrale della Riserva della Biosfera UNESCO Valle Camonica. Lungo il percorso si incontrano caserme, trincee e postazioni della Guerra Bianca 1915–1918, quando il fronte italo-austriaco correva proprio su queste creste.

Le 10 tappe

TappaDa → aTempoPassaggi chiave
1Breno → Rif. Tassara, Bazena (1.804 m)4–5 hlunga salita dal fondovalle
2Tassara → Rif. Tita Secchi, Lago della Vacca (2.367 m)circa 2 hmulattiera militare della Val Fredda
3Tita Secchi → Rif. Maria e Franco, Passo Dernal (2.574 m)5h30–6h30Passo Blumone, Bocchetta Brescia, catene
4Maria e Franco → Rif. Città di Lissone (2.020 m) o Baita Adamècirca 5h15Passo di Campo, creste d’Ignaga: il tratto più esposto
5Lissone → Rif. Prudenzini, Val Salarno (2.235 m)circa 5 hPasso Poia, possibili nevai
6Prudenzini → Rif. Gnutti → Rif. Baitone → Rif. Tonolini (2.450 m)5–5h30Passo Miller, Passo del Gatto con corde fisse
7Tonolini → Rif. Garibaldi, Lago Venerocolo (2.550 m)5–6h30Passo di Premassone 2.923 m, vista sulla parete nord dell’Adamello
8Garibaldi → Rif. Sandro Occhi all’Aviolo (1.930 m)6–7 hPasso delle Gole Larghe, tappa lunga e faticosa
9Aviolo → Rif. Malga Stain (1.832 m)3h30–4 hPasso Gallinera, torbiere della Val Rabbia
10Malga Stain → Edolo2h15–4 hdiscesa nei boschi di abete e larice
Tempi dal pieghevole ufficiale del Parco dell’Adamello (2025) e dal PDF di Rifugi Lombardia: le fonti non sempre coincidono.

Le tappe da rispettare

  • Tappa 4, creste d’Ignaga: è il tratto più esposto di tutto il sentiero. Con roccia bagnata diventa insidioso: se piove, aspettate.
  • Tappa 6, Passo Miller: sopra i 2.850 metri, da superare con attenzione, seguito dal Passo del Gatto con corde fisse. È la tappa più impegnativa per molti (anche Escuriosando la indica come la più faticosa). In compenso passa dal Rifugio Gnutti, uno dei miei posti del cuore.
  • Tappa 7, Passo di Premassone: il punto più alto, a 2.923 metri, con l’arrivo al Garibaldi sotto la parete nord dell’Adamello. Per me è il momento più bello del trekking.
  • Tappa 8: non è tecnica ma è lunga: partite presto.

I rifugi

Ogni sera si dorme in rifugio: Tassara, Tita Secchi, Maria e Franco, Città di Lissone, Prudenzini, Gnutti, Baitone, Tonolini, Garibaldi, Aviolo e Malga Stain. Quasi tutti sono aperti da giugno a settembre e molti sono del CAI Brescia. Tre consigli pratici, confermati anche da chi l’ha percorso (Per un pugno di passi):

  • Prenotate, soprattutto ad agosto.
  • Portate contanti: non tutti i rifugi accettano carte, e il segnale telefonico manca quasi ovunque.
  • Chiedete dell’acqua: in diversi rifugi l’acqua potabile va comprata. Una borraccia purificatrice qui fa la differenza.

Cosa portare

Oltre al normale equipaggiamento da trekking di più giorni (guscio, strato caldo, frontale, kit di primo soccorso), il Parco consiglia un kit da ferrata in caso di maltempo o neve sui tratti attrezzati, e a inizio stagione ramponi e piccozza per i nevai. Io uso gli scarponi e l’attrezzatura che ho raccontato nell’articolo sulla mia attrezzatura.

Kit da ferrata · Casco da alpinismo · Bastoncini telescopici · Borracce filtranti

Come arrivare e tornare

Il bello di questo trekking è che si fa senza auto: la linea Trenord Brescia–Iseo–Edolo ferma sia a Breno sia a Edolo. Nei weekend estivi il Parco attiva anche i bus navetta verso Crocedomini, Val Malga, Val Saviore e Val d’Avio (2 € a tratta, su prenotazione). Chi ha meno giorni può fare solo il tratto d’alta quota, partendo dalla Conca di Bazena.

Informazioni ufficiali e pieghevole con tutte le tappe: Parco dell’Adamello.

La montagna non perdona improvvisazioni. Tempi e difficoltà sono indicativi e cambiano con neve, meteo e allenamento. Prima di partire chiedete ai rifugi le condizioni del percorso e, se non avete esperienza, affidatevi a una guida alpina.

Domande frequenti

Quanto è lungo il Sentiero 1 dell’Adamello?

Circa 85 km secondo il Parco, divisi in 10 tappe, da Breno a Edolo in Valle Camonica. Oggi è segnato come sentiero 601.

Il Sentiero 1 dell’Adamello è difficile?

È classificato EE (escursionisti esperti), con catene, corde fisse e scale nei tratti esposti. Il punto più alto è il Passo di Premassone a 2.923 m.

Quando si percorre il Sentiero 1?

Da fine giugno a metà settembre, quando i rifugi sono aperti. A inizio stagione ci sono nevai sui passi alti. Ad agosto bisogna prenotare i rifugi.

Foto di copertina: Gaudimax – Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.