Rifugi in Bergamasca: Curò e la spada nella roccia, Parafulmine al tramonto, San Lucio e Albani d’inverno

Tipo di articolo: esperienza diretta + informazioni verificate il 24 settembre 2026. Aperture e orari cambiano: prima di partire telefonate al rifugio. I link ad Amazon sono di affiliazione: in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

Dalla Val Camonica alla Bergamasca il passo è breve, e alcuni dei rifugi a cui sono più legato stanno proprio qui: il Curò con la sua spada nella roccia, il Parafulmine sopra Gandino dove vado per il tramonto e per correre, la traversata fino al San Lucio, e d’inverno la salita con la neve all’Albani, sotto la parete nord della Presolana.

In breve

  • Rifugio Curò (1.915 m), Valbondione: 3 h da Valbondione, trekking bellissimo e ottimo posto per mangiare. Sul lago del Barbellino c’è la “spada nella roccia”.
  • Rifugio Parafulmine (1.536 m), Monte Farno: circa 1 h 15 facile. Il mio posto per il tramonto e per una corsetta.
  • Parafulmine → San Lucio (Clusone): traversata panoramica, quasi tutta in discesa, con la possibile deviazione al Pizzo Formico.
  • Colere → Rifugio Albani (1.939 m) d’inverno: ciaspolata stupenda sotto la Presolana. Informatevi sempre dai rifugisti prima di partire.

Rifugio Antonio Curò e la spada nella roccia

Il Curò (1.915 m) è uno dei rifugi più famosi delle Orobie. È del CAI Bergamo, che lo inaugurò nel 1886 come suo secondo rifugio, dedicandolo al presidente di allora, l’ingegner Antonio Curò. È stato ricostruito nel 1973 (CAI prenotarifugi). Sta sulla diga del lago artificiale del Barbellino, in alta Val Seriana, sopra le Cascate del Serio.

Il trekking: sentiero CAI 305 da Valbondione

  • Partenza: frazione Beltrame di Valbondione (940 m). Ci sono parcheggi a pagamento vicino al centro sportivo.
  • Numeri: circa 6,6 km e 1.000 m di dislivello, circa 3 ore in salita e 2 in discesa. Difficoltà E (CAI Bergamo).
  • Il percorso: si sale nel bosco lungo il Serio, poi si passa vicino alla teleferica. L’ultimo tratto, scavato nella roccia del Monte Verme, è aereo e bellissimo. Il CAI avverte che d’inverno o con il ghiaccio diventa pericoloso.
  • Da allungare: in 45 minuti–1 ora si sale al lago naturale del Barbellino e al Rifugio Barbellino (2.129 m). Attenzione a non confondere i due laghi: quello accanto al Curò è l’invaso artificiale.

La spada nella roccia

Poco oltre il rifugio, sulle rive del lago, vicino alla cappella dedicata ai caduti della montagna, c’è una spada piantata nella roccia, come Excalibur. Non è un reperto antico ma un’installazione del 2016, nata per l’iniziativa “Sentieri Creativi” del CAI: l’hanno realizzata Matteo Rodari, guardiacaccia di Valbondione e volontario del Soccorso Alpino, e il padre Modesto, artista. Rimanda a una leggenda delle Cascate del Serio, quella di un castello distrutto e delle lacrime di una fanciulla diventate cascata (L’Eco di Bergamo, Bergamonews). Estrarla, ovviamente, è la prima cosa che provano tutti.

Mangiare e dormire

Per me il Curò è anche un ottimo posto in cui mangiare. Io ho preso i casoncelli bergamaschi e i bocconcini di cervo: cucina bergamasca vera, porzioni da montagna e, dopo tre ore di salita, la terrazza sul lago è il miglior ristorante che ci sia. Ha 92 posti letto e accetta i pagamenti con POS. La mezza pensione va da circa 43 a 62 € secondo il sito di prenotazione del CAI. È indicato come aperto tutto l’anno, ma le date sono indicative: tel. 0346 44076 (antoniocuro.it).

Cascate del Serio 2026: il salto più alto d’Italia (315 m) si apre solo in alcune date, quando rilasciano l’acqua della diga. L’ultima apertura del 2026 è domenica 11 ottobre, dalle 11 alle 11:30 (WeekendLombardia). È il giorno di più folla al Curò: se volete il rifugio tranquillo, evitatelo; se volete le cascate, partite all’alba.

Rifugio Parafulmine da Monte Farno: tramonto e corsetta

Il Parafulmine (“Parafülmen”, 1.536 m) sopra Gandino è uno dei miei posti preferiti in assoluto. Guarda verso la pianura, e al tramonto il cielo si incendia sopra la Val Seriana. È anche il mio posto per una corsetta: il percorso da Monte Farno è corto, su strada asfaltata e poi sterrata, perfetto per correre senza tecnica (Rifugi Lombardia).

  • Partenza: parcheggio di Monte Farno (circa 1.250 m), 3 € con il sistema gratta&sosta, pagabile solo con carta o contactless.
  • Numeri: circa 4,5 km e 300 m di dislivello, 1 h–1 h 30 a piedi. Difficoltà T. Il primo tratto, di 20–25 minuti, è il più ripido (Luca Gherardi).
  • Variante: anello con il Pizzo Formico (1.636 m, con una croce di ferro di 12 m in cima), circa 10 km, 500 m e 3 h 30.
  • Il rifugio: è gestito dallo Sci Club Valgandino ed è aperto tutto l’anno, di solito chiuso lunedì e martedì. Si mangiano taglieri di salumi e formaggi nostrani, pasta fatta in casa, carne alla griglia, selvaggina e torte. Io una volta ho preso i casoncelli bergamaschi e un’altra le tagliatelle al capriolo: entrambi da rifare (VivereBergamo).
  • Regole da sapere (sito ufficiale): a pranzo non si prenota; la cena va prenotata entro le 14:30 del giorno stesso (WhatsApp 349 5605534); non si paga con carta perché la linea non è stabile; i cani non entrano.

Per il tramonto: salite un’ora prima che il sole cali e portate una giacca e la frontale. Il venerdì e il sabato il rifugio è aperto fino a sera, quindi si può anche cenare e scendere dopo, al buio, sulla strada.

La traversata dal Parafulmine al Rifugio San Lucio

Un trekking che mi piace molto è il collegamento tra il Parafulmine e il Rifugio San Lucio (1.027 m), sopra Clusone. Attenzione a non confonderlo con l’omonimo rifugio in provincia di Como (Diska).

  • Percorso: dal Parafulmine si va verso la Forcella Larga (1.470 m), con la possibile deviazione in vetta al Pizzo Formico. Poi si scende con il sentiero CAI 508 passando per la Baita Pianone (1.142 m) fino a San Lucio (CAI Bergamo).
  • Tempi: è quasi tutto in discesa, da 1.536 a 1.027 m. Calcolate circa 1 h 30–2 h senza il Formico e 2–2 h 30 passando dalla vetta.
  • Lungo il percorso c’è un “bosco incantato” con le sculture in legno di Giannino Trussardi.
  • Versione ad anello: il giro Clusone – San Lucio – Pizzo Formico – Parafulmine – Roccolo Zuccone misura 18,5 km con circa 1.170 m di dislivello, per gambe allenate (Davide’s Peaks).
  • Logistica: è una traversata. Servono due auto (una a Monte Farno e una a San Lucio, che ha un parcheggio da 3 € a 4 km da Clusone) oppure si torna indietro per la stessa strada.
  • Rifugio San Lucio: da aprile a ottobre è chiuso il mercoledì, d’inverno è aperto dal venerdì alla domenica. Tel. 0346 21580.

D’inverno: da Colere al Rifugio Albani con la neve

Il Rifugio Albani sotto la Presolana d'inverno
Il Rifugio Albani d’inverno · Foto di Emanuele Dalmeri

Il Rifugio Luigi Albani (1.939 m) sta ai piedi della parete nord della Presolana, sopra Colere, in Val di Scalve. È del CAI Bergamo e porta il nome del primo salitore della parete. Il rifugio attuale fu inaugurato nel 1967, al posto della Capanna Trieste del 1924 (CAI Bergamo). In inverno, con la neve, è uno dei trekking più belli che conosco: si esce dal bosco e la Presolana si alza tutta davanti, bianca.

  • Partenza: frazione Carbonera di Colere (circa 1.040 m), dietro una piccola cappella. Si può parcheggiare lungo la strada o agli impianti, a pagamento.
  • Numeri: circa 4 km e 900 m di dislivello, 2 h 15–2 h 30 in estate (sentiero CAI 403). Con le ciaspole calcolate di più (CAI Bergamo).
  • Difficoltà invernale: la ciaspolata è classificata WT3, la più impegnativa tra quelle escursionistiche. L’ultimo tratto sotto il rifugio è ripido ed esposto a nord (Rifugi Lombardia).
  • Alternative: salire lungo la strada o a bordo pista fino a Malga Polzone (1.571 m), oppure prendere gli impianti di Colere fino a Cima Bianca e scendere al rifugio in circa 20 minuti.
  • Aperture invernali: di solito dal 26 dicembre al 6 gennaio e poi nei weekend. Tel. 0346 51105 o 338 4334709.

Prima di partire, sentite i rifugisti. Sono loro a sapere com’è la neve, se il sentiero è tracciato e se ci sono stati distacchi. Controllate anche il bollettino valanghe di AINEVA (per la Lombardia è curato da ARPA Lombardia). I pendii sotto la Presolana sono esposti a nord e possono essere a rischio valanghe: portate ARTVA, pala e sonda e sappiateli usare. Non camminate sulle piste da sci aperte.

Per la neve servono le ciaspole giuste (ne parlo nella guida alle ciaspole per principianti) e i bastoncini con la rotella da neve. Su Amazon trovate ciaspole da escursionismo, bastoncini con rotelle da neve e kit ARTVA, pala e sonda.

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In sintesi

  • Per la prima volta in Bergamasca: il Parafulmine al tramonto. Facile e bellissimo.
  • Per una giornata di vera montagna: il Curò, con pranzo sul lago e foto con la spada.
  • Per camminare di più: la traversata Parafulmine – Pizzo Formico – San Lucio.
  • D’inverno: Colere – Albani, solo con condizioni sicure e dopo aver sentito il rifugio.

I rifugi della Val Camonica, dall’Adamello a Montecampione, li trovate nella guida ai rifugi della Val Camonica, e i giri d’autunno nell’articolo sul foliage.

Domande frequenti

Quanto ci vuole per salire al Rifugio Curò?

Circa 3 ore da Valbondione con il sentiero CAI 305: 6,6 km e 1.000 m di dislivello, difficoltà E.

Cos’è la spada nella roccia del Barbellino?

È un’installazione artistica del 2016, una spada piantata nella roccia vicino al Rifugio Curò, sulle rive del lago del Barbellino. L’hanno realizzata Matteo Rodari e il padre Modesto, richiamando una leggenda delle Cascate del Serio.

Quando si aprono le Cascate del Serio nel 2026?

L’ultima apertura del 2026 è domenica 11 ottobre, dalle 11 alle 11:30.

Si può pagare con la carta al Rifugio Parafulmine?

No: il rifugio chiede di pagare in contanti perché la connessione non è stabile. A pranzo non si prenota, la cena va prenotata entro le 14:30.

Foto: Emanuele Dalmeri, salvo dove indicato.