Rifugi della Val Camonica: la mia guida a tutti i rifugi e ai sentieri per raggiungerli

Tipo di articolo: esperienza diretta + informazioni verificate il 24 settembre 2026. Aperture, telefoni e gestori cambiano spesso: prima di partire telefonate sempre al rifugio. Alcuni link sono di affiliazione (Amazon): in qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei.

La Val Camonica è casa mia in montagna. Negli anni ho visitato tutti i suoi rifugi: quelli storici dell’Adamello, dove si dorme sotto i ghiacciai, e quelli dove si arriva in mezz’ora per il pranzo della domenica. Questa è la guida che avrei voluto avere all’inizio: zona per zona, ogni rifugio con il sentiero per arrivarci, il dislivello, i tempi e cosa lo rende speciale. In fondo trovi i miei preferiti.

Come usare questa guida

  • Difficoltà (scala CAI): T turistico, E escursionistico, EE per escursionisti esperti.
  • Tempi: solo salita, a passo normale, senza soste.
  • Stagione: quasi tutti i rifugi d’alta quota aprono da metà giugno a metà o fine settembre. Quelli più bassi e vicini agli impianti sono aperti anche d’inverno o nei weekend.
  • Prima di partire: telefonate. È la regola numero uno: i rifugisti vi dicono se è aperto, com’è il sentiero e che tempo fa lassù.
  • Fonti: schede di Rifugi Lombardia, Rifugi Brescia, Parco dell’Adamello e i siti dei singoli rifugi.

I miei preferiti, in breve

  • I rifugi storici del Sentiero 1: Prudenzini, Gnutti, Tonolini, Garibaldi. Qui c’è la storia dell’alpinismo bresciano. Li racconto tappa per tappa nell’articolo sull’Alta Via dell’Adamello.
  • Rifugio Dosso Rotondo a Montecampione: il più facile di tutti, meno di un’ora da Plan. All’ora del tramonto, con il Lago d’Iseo sotto e le Orobie davanti, merita tantissimo.
  • Monte Guglielmo con pranzo al Rifugio Almici: la “montagna dei bresciani”, con il Redentore in cima e il lago ai piedi.

Il Sentiero 1: i rifugi storici dell’Adamello

Il Lago d'Iseo al tramonto dai sentieri sopra il lago
Il Lago d’Iseo al tramonto · Foto di Emanuele Dalmeri
Le creste sopra il Rifugio Tita Secchi
Sopra il Rifugio Tita Secchi · Foto di Emanuele Dalmeri

L’Alta Via dell’Adamello (sentiero n. 1, oggi numerato 601 dal Parco) attraversa tutto il versante camuno del massiccio: circa 85 km in 7–9 giorni, da Bazena a Edolo. I rifugi lungo il percorso sono, in ordine: Tassara, Tita Secchi, Maria e Franco, Città di Lissone (con la Baita Adamè), Prudenzini, Gnutti, Baitone, Tonolini, Garibaldi, Aviolo e Malga Stain (Turismo Valle Camonica). Ognuno però si raggiunge anche in giornata dal fondovalle: ecco come.

Rifugio Tassara (1.804 m) – Bazena, Breno

Accesso: in auto fino a Bazena, sulla strada del Crocedomini. A piedi da Breno: 3 h, 1.500 m, E.

Ex caserma della Grande Guerra, è la porta sud dell’Alta Via. Aperto tutto l’anno su richiesta (331 3424485) (Rifugi Lombardia).

Rifugio Tita Secchi (2.367 m) – Lago della Vacca, Breno

Accesso classico: da Bazena, sentiero 18, 2 h 15–2 h 50, +550 m, E. In alternativa dal Gaver, 2 h 30, E.

Sta sulle rive del Lago della Vacca, in un anfiteatro di granito, con le trincee della Val Fredda poco sopra. È della Società Escursionistica Ugolini di Brescia e porta il nome di un alpinista e partigiano bresciano. Aperto da giugno a metà ottobre (Rifugi Lombardia).

Rifugio Maria e Franco (2.574 m) – Passo di Dernal, Ceto

Accesso: da Case di Val Paghera (Ceto), sentiero 637, 4 h 30, +1.300 m, EE. Da Rasega in Val Saviore, sentiero 620, 4 h 30, EE.

Il rifugio più alto della Val Camonica, del CAI Brescia, nato dopo la distruzione del vecchio rifugio Brescia in guerra. Salita lunga e seria, ma il panorama sulla Val Paghera e sui laghi è tra i più grandi dell’Adamello. Aperto da giugno a fine settembre, tel. 0364 634372 (Rifugi Lombardia).

Rifugio Città di Lissone (2.020 m) e Baita Adamè (2.150 m) – Val Adamè, Saviore

Accesso: in auto fino a Malga Lincino (circa 1.600 m), poi sentiero 15: 1 h al Lissone, +400 m, E. La Baita Adamè è 45 minuti più avanti.

La Val Adamè è una delle valli più belle e più facili del parco: un lungo pianoro con il torrente, le marmotte e la malga che produce formaggi. Il Lissone è del CAI Lissone, ricostruito dopo un incendio nel 1986. Perfetto con i bambini (Rifugi Lombardia).

Rifugio Paolo Prudenzini (2.235 m) – Val Salarno, Saviore

Accesso: parcheggio a Fabrezza (circa 1.450 m, vicino al Rifugio Stella Alpina), sentiero 14 lungo i laghi Salarno e Dosazzo, 2 h 30, +780 m, E.

È la storia del CAI Brescia: in Val Salarno la sezione costruì il suo primo rifugio nel 1882, distrutto più volte dalle valanghe. Il rifugio attuale, dedicato a Paolo Prudenzini, aprì nel 1908 in una posizione più riparata (Parco dell’Adamello). Tel. 0364 634578.

Rifugio Serafino Gnutti (2.166 m) – Val Miller, Sonico

Accesso: parcheggio gratuito al Ponte del Guat (1.528 m) in Val Malga, sentiero 23 per Malga Premassone e le Scale del Miller, 1 h 45–2 h, +650 m, E.

Le Scale del Miller, gradoni di granito levigati dai ghiacciai, sono uno dei tratti più spettacolari della valle (occhio quando sono bagnate). Il Gnutti è la base per l’Adamello dalla Val Miller: ne parlo nell’articolo sulla salita per la via Terzulli. Tel. 339 7477766 (rifugiognutti.it).

Rifugio Baitone (2.281 m) e Rifugio Franco Tonolini (2.450 m) – Conca del Baitone, Sonico

Accesso: dal Ponte del Guat, sentiero 13: 1 h 30 al Baitone (+750 m), circa 2 h 45 al Tonolini (+900 m), E.

Il Tonolini è il rifugio più antico dell’Adamello: nacque nel 1891 come “Capanna Baitone al Lago Rotondo”, per iniziativa dello stesso Prudenzini, e nel 1921 fu dedicato al capitano Franco Tonolini, caduto nella Grande Guerra. Intorno ci sono otto laghi alpini (Wikipedia). Il Baitone sta sulla diga dell’omonimo lago. Con il Gnutti formano il bellissimo giro dei tre rifugi (Sentieri Camuni).

Rifugio Giuseppe Garibaldi (2.550 m) – Venerocolo, Val d’Avio, Edolo

Accesso: da Temù in auto fino a Malga Caldea (1.584 m, strada stretta), poi sentiero 11 lungo i laghi d’Avio e Benedetto, circa 3 h, +1.000 m, E.

Il rifugio sotto la parete nord dell’Adamello. Il primo Garibaldi fu costruito nel 1894 e nella Grande Guerra diventò un’infermeria; nel 1958 finì sott’acqua con la diga del Venerocolo, e l’attuale fu inaugurato nel 1959 (Wikipedia). Tel. 0364 906209. A metà strada c’è il Rifugio Malga di Mezzo, sul Lago Benedetto.

Rifugio Sandro Occhi all’Aviolo (1.930 m) – Edolo

Accesso: da Vezza d’Oglio, per la Val Paghera e il Rifugio Alla Cascata, sentiero 21, 1 h 30, +430 m, T/E.

Del CAI Edolo, sul bellissimo Lago d’Aviolo, sotto il Baitone. Uno dei più facili tra quelli d’alta quota, ideale anche con i ragazzi. Tel. 347 3651879 (Rifugi Lombardia).

Rifugio Malga Stain (1.832 m) – Val Gallinera, Edolo

Accesso: da località Preda, 45 minuti, +250 m, T.

Ultima tappa del Sentiero 1 prima di scendere a Edolo, affacciata sulle riserve della Val Gallinera e della Val Rabbia (Rifugi Lombardia).

Val Malga, Val Saviore e fondovalle: i rifugi “facili”

Un torrente in una valle del Parco dell'Adamello
Una valle del Parco dell’Adamello · Foto di Emanuele Dalmeri
  • Rifugio Val Malga (1.170 m), Sonico: da Rino di Sonico, 1 h 30, T. Aperto da Pasqua a settembre (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Premassone (1.650 m), Sonico: malga casearia a pochi minuti dal Ponte del Guat, crocevia dei sentieri per Gnutti, Baitone e Laghi Gelati (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Stella Alpina (1.435 m), Fabrezza: si arriva in auto, è il punto di partenza per il Prudenzini (Rifugi Lombardia).

Media valle: Pizzo Badile, Concarena e Borno

Un laghetto sopra Borno con la montagna riflessa
Il Lago di Lova sopra Borno · Foto di Emanuele Dalmeri
  • Rifugio Colombè (1.710 m), Paspardo: da Paspardo, 1 h 40, +750 m, E. Tappa del Sentiero Italia, sotto il Pizzo Badile Camuno (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio De Marie (1.480 m), Cimbergo: da Cimbergo, 1 h 30, +600 m, E. Aperto tutto l’anno, gestione di famiglia dagli anni ’30 (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Baita Iseo, Ono San Pietro: del CAI Iseo, sul versante nord-ovest della Concarena. Da località Valaiù, 1 h 30. Riaperto nel 2024 con una nuova gestione (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Gualtiero Laeng (1.760 m), Borno: da Borno, sentiero 82a, 2 h 20, +750 m, E. Oggi è gestito dai volontari dell’Operazione Mato Grosso, che destinano i ricavi alle missioni. Porta il nome dello studioso che nel 1909 segnalò per primo le incisioni rupestri camune (Wikipedia).
  • Rifugio San Fermo (1.868 m), Borno: da Borno, sentiero 82, 2 h, +860 m, E. Accanto c’è una cappella del Seicento; è sul periplo del Pizzo Camino. Nel 2026 aperto fino al 30 settembre, poi nei weekend di ottobre (CAI Bergamo).
  • Rifugio Campione (1.946 m), Passo dei Campelli: dal lato camuno (Ono San Pietro) la salita è lunga, 4 h 30. Dal lato bergamasco (Schilpario) bastano 1 h 30 (Rifugi Lombardia).

Il mio anello preferito a Borno: Lago di Lova, San Fermo e Laeng

Da Borno faccio sempre questo giro ad anello, tutto ben segnalato. Si parte dalla trattoria appena sotto il Lago di Lova (poco meno di 1.300 m, un bacino del 1935 tra abeti rossi e pascoli, sotto il Pizzo Camino) e si costeggia il lago. La vecchia salita diretta è chiusa per una frana: seguite le indicazioni. Si prende a sinistra verso il Rifugio San Fermo, ottimo per il pranzo: io prendo sempre i casoncelli. Poi si passa per l’Altopiano del Sole e si arriva al Rifugio Laeng, e da lì si torna al lago.

Come riferimento, il CAI Bergamo descrive un anello simile che parte da Borno (Lago di Lova, Malga Mignone, Laeng e San Fermo): 14,7 km, circa 1.050 m di dislivello e 6 ore, difficoltà E–EE per alcuni tratti a mezza costa (CAI Bergamo). Partendo dal lago il giro si accorcia. Al lago si arriva a piedi da Borno in circa un’ora: la strada è chiusa ai mezzi a motore (Altopiano del Sole).

Crocedomini e Val Grigna

  • Rifugio Passo Crocedomini (1.892 m): si arriva in auto, base per il Monte Frerone (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Valdaione (1.610 m), Bienno: ex colonia oggi del CAI Vallecamonica, da Campolaro in 2 h, T (Rifugi Lombardia).
  • Baita Fontaneto (1.380 m), Campolaro: un’ora facile dal parcheggio (Rifugi Lombardia).

Montecampione: Dosso Rotondo al tramonto

È il mio rifugio preferito per la vista, ed è anche il più facile di questa lista. Il Rifugio Dosso Rotondo (1.777 m, Artogne) sta accanto a un laghetto alpino sopra Montecampione, e da lassù si vedono la Val Camonica, il Lago d’Iseo, la Presolana e le Orobie; nelle giornate limpide anche il Garda (Io amo Montecampione).

  • Come si arriva: parcheggio a Plan di Montecampione (Montecampione 1800), poi sentiero 721 per il Goletto di Baccinale: 45–60 minuti, circa 100–130 m di dislivello, T. Il giro ad anello completo è di 6,3 km, circa 2 ore (Outdooractive).
  • Il mio consiglio: salite nel tardo pomeriggio e restate per il tramonto, con il sole che scende sulle Orobie e il lago che si accende. Portate una frontale per il rientro, anche se il sentiero è facile.
  • Aperture: nei weekend e in alta stagione, estate e inverno. Tel. 347 7724245. Meglio avere contanti.
  • D’inverno è una ciaspolata facile, adatta anche a chi inizia.
  • Vicini: Rifugio Alpini Monte Cimosco (1.870 m, 20 minuti da Plan) e Rifugio Elena Tironi a Rosello (1.700 m, 1 h 15) (Rifugi Lombardia).

Monte Guglielmo con pranzo al Rifugio Almici

Il Guglielmo, il “Golem” per i bresciani, è la montagna che separa il Lago d’Iseo dalla Val Trompia, all’imbocco della Val Camonica. In cima, a Castel Bertino (1.948 m), c’è il grande monumento al Redentore dei primi del Novecento. Il punto più alto è il vicino Dosso Pedalta (1.957 m). Il panorama sul lago è uno dei più belli della provincia.

Io salgo quasi sempre dalla via più famosa, quella dalla Croce di Marone, con il lago sempre alle spalle. Ma il Guglielmo si sale da tante parti: dal Rifugio Medelet (la più facile), dal Bosco degli Gnomi di Zone, da Pezzoro. Trovate le principali nella tabella qui sotto.

Il pranzo lo faccio al Rifugio Almici (circa 1.860 m, comune di Zone), appena sotto la cima sul versante del lago: dal rifugio al Redentore sono 10–15 minuti. È privato, a gestione familiare, aperto da maggio a ottobre (e spesso nei weekend fino a novembre) tempo permettendo. Cosa ho mangiato io: casoncelli bresciani e bistecca di mucca, sempre accompagnati da formaggio fuso, e per chiudere la crostata fatta in casa. Dopo la salita, è il pranzo perfetto. Tel. 334 2535401 (Rifugi Lombardia).

PartenzaTempoDislivelloNote
Passabocche (Pisogne, Val Palot)2 hcirca 600 mLa più facile: sentiero 201, passando dal Rifugio Medelet
Croce di Maronecirca 2 hcirca 750 mLa mia preferita: la salita più classica, con il lago alle spalle
Pezzoro (Val Trompia)2 h 30–3 hcirca 1.000 mSentiero 325 dal Rifugio Valtrompia
Zone (Bosco degli Gnomi)3–3 h 30circa 1.200 mLa più lunga, per gambe allenate
Fonti: Freddo per il letto, Max Piantoni.

Alta valle: Edolo, Mortirolo, Aprica, Ponte di Legno

Uno stambecco tra le nuvole sopra Ponte di Legno
Uno stambecco sopra Ponte di Legno · Foto di Emanuele Dalmeri
  • Rifugio Mola (1.702 m), Edolo: nell’oasi di Turicla, da Monno con il sentiero 71. Aperto quasi tutto l’anno, in una zona frequentata dai cervi (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio al Lago del Mortirolo (1.785 m), Monno: 10 minuti dal passo. Ne parlo nell’articolo sul foliage (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Torsoleto (2.390 m), Paisco Loveno: costruito a spalla dai volontari dell’Operazione Mato Grosso. Da Grumello, 3 h 30, +1.000 m, E (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Val Brandet (1.305 m) e Rifugio Alpini di Campovecchio (1.310 m), Corteno Golgi: da Sant’Antonio, 40–50 minuti quasi in piano, T. Il Campovecchio l’ho raccontato nell’articolo su Aprica.
  • Rifugio Alla Cascata (1.453 m), Val Paghera di Vezza d’Oglio: un’ora da Vezza, T. Gestione familiare dal 1964, porta per l’Aviolo (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Angelino Bozzi (2.478 m), Conca del Montozzo, Ponte di Legno: da Case di Viso, sentiero 52, 1 h 45, +700 m, E. Inaugurato nel 1928 tra le trincee della Grande Guerra (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Valmalza (1.998 m), Valle delle Messi: del CAI Pezzo-Pontedilegno, da Sant’Apollonia in 1 h 30, T. Aperto da maggio a ottobre (Rifugi Lombardia).
  • Rifugio Petitpierre al Corno d’Aola (circa 2.000 m), Ponte di Legno: sui resti di un forte della Grande Guerra, aperto tutto l’anno. A piedi 2 h 30 da Ponte di Legno, oppure in seggiovia (Rifugi Lombardia).

Consigli pratici per i rifugi camuni

  1. Telefonate sempre. Aperture e orari cambiano ogni anno, e a inizio e fine stagione molti rifugi aprono solo nel weekend.
  2. Contanti. Nei rifugi alti la connessione per il POS spesso non c’è.
  3. Navette del Parco: in alcuni weekend estivi il Parco dell’Adamello organizza navette a 1 € per Val Malga, Malga Caldea, Malga Lincino e Crocedomini. Si prenotano online (Parco dell’Adamello).
  4. Per dormire portate il sacco lenzuolo: nella maggior parte dei rifugi CAI è obbligatorio. Sacchi lenzuolo da rifugio su Amazon.
  5. Tessera CAI: se andate spesso in rifugio conviene: sconto sui pernottamenti e assicurazione per il soccorso.

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In sintesi

Se è la vostra prima volta in Val Camonica, iniziate da Dosso Rotondo al tramonto e dal Lissone in Val Adamè: facili e bellissimi. Poi passate al Gnutti per le Scale del Miller e al giro dei tre rifugi. Quando siete pronti per più giorni, l’Alta Via dell’Adamello vi porta in tutti i rifugi storici. Gli altri rifugi che ho visitato fuori valle li trovate nella sezione Rifugi.

Domande frequenti

Qual è il rifugio più facile della Val Camonica?

Il Rifugio Dosso Rotondo a Montecampione: 45–60 minuti a piedi dal parcheggio di Plan con circa 100–130 m di dislivello. Al tramonto la vista sul Lago d’Iseo e sulle Orobie è bellissima.

Qual è il rifugio più alto della Val Camonica?

Il Rifugio Maria e Franco al Passo di Dernal, a 2.574 m, del CAI Brescia: si sale in circa 4 ore e 30 dalla Val Paghera di Ceto o dalla Val Saviore.

Qual è il rifugio più antico dell’Adamello?

Il Rifugio Tonolini, nato nel 1891 come Capanna Baitone al Lago Rotondo. Il CAI Brescia aveva costruito il suo primo rifugio in Val Salarno già nel 1882, ma quello fu distrutto dalle valanghe.

Da dove si sale al Monte Guglielmo?

La salita più classica parte dalla Croce di Marone (circa 2 ore). La più facile da Passabocche per il Rifugio Medelet; altre partenze sono Pezzoro e Zone. Il pranzo si fa al Rifugio Almici, sotto la cima.

Foto: Emanuele Dalmeri, salvo dove indicato.